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Signor parroco… signor parroco! Stanno arrivando i Francesi!
La tremenda notizia, attesa e temuta per settimane, finalmente era giunta e la povera gente di Spormaggiore non aveva trovato nulla di meglio da fare che rivolgersi al pastore d’anime del piccolo villaggio per cercare conforto.
Si sapeva da tempo che i Napoleonici, dopo aver invaso il Trentino meridionale, erano intenzionati a occupare la Val di Non, ricca di castelli e quindi di bottini da arraffare.
–Che facciamo, adesso?- domandarono quelli di Spormaggiore al parroco, accorso sulla porta della chiesa.
-I Francesi sono giù, alla Rocchetta, e prima di dirigersi in Val di Non, senz’altro giungeranno quassù!
Noi abbiamo paura: che faranno ai nostri bambini? Alle nostre figlie?
–Ascoltate –disse il prete, cercando le parole giuste per calmarli. –Prendete tutto quello che riuscite a portare in spalla e corrente subito a rifugiarvi sul monte Fausiòr. Io rimarrò qui e vedrete che in un modo o nell’altro, con l’aiuto di Dio, riuscirò a fermare l’avanzata di quelli infedeli!
A malincuore quasi tutti lasciarono le loro case, gli orti e i campi seminati da poco.
In paese restarono soltanto il parroco e alcuni uomini coraggiosi.
Quando dal fondo della valle giunsero, portati dal vento, i rumori caratteristici di un esercito in marcia – squilli di tromba, urla di comando, scalpitar di cavalli – il povero prete corse in chiesa e si inginocchiò ai piedi dell’immagine miracoloso della Madonna, che da anni ormai proteggeva i suoi devoti fedeli.
–Oh Madre di Dio –Supplicò il buon parroco, -Non rimani che tu a estremo baluardo della violenza nemica. Dimentica i nostri peccati e aiutaci in questo momento di sofferenza! Il prete non aveva nemmeno terminato di pregare, che la statua di Maria si mise a piangere e nello stesso istante le armate Francesi giunsero in vista del paese di Spormaggiore.
Quale fu la loro sorpresa, quando videro che nei campi attorno mille e mille soldati li stavano attendendo in armi, con i cannoni puntati contro gli invasori e i cavalli pronti a lanciarsi al galoppo in battaglia!
Dapprima i nemici si fermarono sbalorditi: da dove spuntavano tutti quegli eserciti? Come mai le staffette e le spie non gli avevano avvisati che a Spormaggiore s’erano date appuntamento tutte le milizie della Val di Non e forse del Trentino intero?
Poi, rispondendo quasi a un ordine silenzioso, i Francesi si girarono e fuggirono in direzione della Rocchetta, per unirsi al grosso dell’esercito che se ne andò, salvando Spormaggiore la Val di Non da sicura catastrofe.
Non si erano resi conto, i malvagi, che le milizie arroccate nei campi attorno al paesello altro non erano che allucinazioni, provocate dal grande amore della Madonna per la gente di Spormaggiore.

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